la metamorfosi di Kafka di Città di Ebla

Partire dal racconto di Kafka senza nessuna pretesa di rappresentarlo. Come entrare nella foresta espressiva de “La metamorfosi” ed uscirne portando a casa la pelle? Perché “La metamorfosi” ci colpisce? Si badi bene, non è semplicemente un fatto di fabula. È evidente una potenza di altra natura. Io credo dipenda dal fatto che quel racconto parla di noi, le parole compiono un’acrobazia, si pongono alle nostre spalle, ci spingono e ciascuno si sente attraversato in prima persona. Come non essere interessati alla propria storia? Siamo corpi in continua trasformazione, in un divenire incessante, di composizione e scomposizione di forze, un flusso. Sentirsi spaventati dalla propria disumana umanità, sentire il proprio corpo che bolle come un'officina surriscaldata. Divenire animale, coltivare la mosca, la blatta che è in noi invece di inseguire le archetipiche figure materne e paterne come la psicanalisi ci suggerisce. Non c'è nulla di psicanalitico o simbolico in Kafka. Ci sono corpi divenuti animali ora. (Claudio Angelini) Matitegiovanotte.Forlì per la comunicazione dello spettacolo del 19 aprile 2016  presso il Ridotto, Teatro Masini di Faenza.
Anno
2016

Categoria
Cultura
Design