Città di Ebla, Suite Michelangelo

"La Musica di Sostakovic tocca la nostra paura fondamentale, primordiale: la distruzione dell'io da parte di forze esterne, la paura che la vita sia inutile e priva di senso, la paura di quel male che si può all'improvviso scoprire nel proprio prossimo"
(Lawrence Hansen)
A Rimini in occasione della 64a Sagra Musicale Malatestiana, in Sala Pamphili nel Complesso degli Agostiniani va in scena in prima assoluta Suite Michelangelo, una rilettura a cura del collettivo artistico teatrale Città di Ebla della Suite sulle rime di Michelangelo op. 145 composta nel 1973 da Dimitri Sostakovic.
Uno spazio d’incontro tra poesia e musica attraverso uno scavo interpretativo che tiene conto non solo delle tensioni scatenate fra testo verbale e musicale, ma anche delle relazioni fra i due interpreti della partitura – la pianista Shizuka Salvemini e il baritono Riccardo Fioratti. Nella scelta e ricollocazione delle Rime michelangiolesche il destino del genio rinascimentale incontra quello del grande compositore novecentesco arrivando a condividere così una comune lotta in nome dell’arte.
"Se un allestimento scenico di questa opera può avere un senso è solo richiamando un elemento sostanziale che il teatro chiede per sua stessa natura e che si congiunge perfettamente con lo spirito creativo di questi due grandi visionari: una completa presenza. Una percezione quasi epidermica del suono e delle parole, una vicinanza o una repulsione quasi totale. Un senso di protezione dato dallo spazio o l’immediato ribaltamento in una claustrofobia costrittiva", dichiara il regista Claudio Angelini di Città di Ebla.
Proprio a fine carriera Sostakovic sceglie le rime di Michelangelo ed intitola autonomamente una serie di undici componimenti scrivendo la partitura per baritono e pianoforte. Sarebbe forse meglio parlare di dieci movimenti più un finale che Sostakovic chiama Immortalità. Si compie anche nella scelta il chiaro connubio fra il compositore ed il poeta ed ancora una volta la scelta delle rime è profondamente condotta dalla parabola biografica di Sostakovic che sembra voler condividere con Michelangelo alcune grandi questioni di pensiero sulla vita e sull’umanità.
Sono molteplici, infatti, i legami e le corrispondenze che legano i due artisti. Entrambi sono stati letteralmente “chiamati” dall’arte e hanno speso la loro vita in un rapporto simbiotico e fisicamente devastante con il loro fare. La necessità quotidiana di Sostakovic di suonare fin dalla tenera età e di comporre già in giovinezza fa da contraltare alla precocità di Michelangelo. Entrambi hanno messo a dura prova il proprio corpo nel misurarsi con le loro realizzazioni ed hanno avuto con la materia artistica un dialogo intenso e continuativo al di là di ogni condizione e contesto. Entrambi hanno messo a repentaglio la propria vita, seppur in modi completamente diversi.
Barbara Longiardi di Matitegiovanotte.Forlì si è occupata del progetto grafico del libretto di sala, prodotto in 250 copie rigorosamente numerate.
Anno
2013

Categoria
Cultura
Design